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Come articolo ‘da rientro’ (si fa molto molto per dire, visto che è passato più di un mese) ho deciso di scrivere qualcosa di diverso, che non parlasse dell’ultimo progetto di architettura presentato o di un pezzo di design super cool e di tendenza. Ho deciso di scrivere qualcosa sul mio viaggio estivo. Ho deciso di scrivere un pezzo sull’Islanda!

Non è semplicissimo pensare di preparare un articolo sull’architettura islandese, dato che la maggior parte dei paesi sono composti da un piccolo gruppetto di case di legno o addirittura prefabbricate. La natura è decisamente padrona del luogo. Per tale ragione, non parlerò di architettura e condividerò con voi alcuni curiosità che mi hanno colpito durante il mio pellegrinare spensierato.

L’isola conta circa 330.000 abitanti (meno di quelli di Bologna) e, ovviamente, sono quasi tutti imparentati. Per evitare il rischio di incesto è stata realizzata un’app, in grado di definire il grado di parentela con una persona appena conosciuta, semplicemente digitandone il nome.

Sull’isola, inoltre, si contano molte più pecore che persone. Queste sono libere di scorrazzare serenamente e difatti non è difficile trovarsi un bel pecorone lanoso fermo in mezzo alla strada impegnato a brucare in allegria.

Ah, la maggior parte dei posti più suggestivi si raggiungono solo con strade sterrate.
Sull’isola non esiste McDonald’s. Una delle specialità della casa è lo squalo fermentato, che viene servito in piccoli cubetti da mezzo centimetro di lato. Difficile definirne il sapore. L’effetto è quello di una bomba atomica che ti esplode in bocca!
In Islanda non esistono recinzioni. La stragrande maggioranza delle case non ha nessun tipo di delimitazione della proprietà. L’Islanda è degli islandesi. Non è difficile, tuttavia, incontrare dei cancelli che, anche se chiusi, possono essere attraversati passandoci accanto.


Nei mesi più caldi si può fare amicizia con un iceberg. Nel lago Jökulsárlón, infatti, nel periodo estivo si accumulano grossi blocchi che si staccano dai ghiacciai e lentamente passeggiano verso il mare, il quale, ben poco accogliente, li spinge verso la spiaggia, dove si arenano e piano piano si sciolgono al sole.
Non esiste un esercito. Gli Islandesi, però, godono della protezione degli Stati Uniti, grazie ad una missione di salvataggio di alcuni pescatori locali che, durante la seconda guerra mondiale, portarono in salvo l’equipaggio di una nave militare americana affondata da un sommergibile tedesco. Come segno di riconoscimento il governo statunitense fece costruire un faro sul promontorio di Garður, che, ahimè, non è quello che ho fotografato!
Reykjavík è la capitale più a nord del mondo. La città e il suo hinterland ospitano i 2/3 della popolazione dell’isola, non possiede un aeroporto turistico e la cattedrale principale è a forma di foca.
Nel 2011 è stata costruita la Harpa Concert Hall, premiata da molte riviste scandinave come edificio dell’anno, che oltre ad una grande sala concerti, spazi per conferenze e convegni, bookshop e cafe, offre un caldo riparo dalle improvvise piogge islandesi. Le porte dell’Harpa, infatti, sono aperte 24 ore su 24 ed è assente, almeno all’apparenza, qualsiasi tipo di sorveglianza!
L’Islanda è un’isola meravigliosa, capace di togliere il fiato in ogni istante. Percorrendo la strada 1, il ring principale che accompagna da un estremo all’altro, si susseguono paesaggi incantevoli, dove colate laviche, vulcani, cascate, fiumi, ghiacciai e molto altro disegnano scenari sempre diversi e sorprendenti.

Un viaggio che consiglio a chiunque, anche solo per un bagno caldo!

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