SAM

Un pomeriggio a
"LA CONFLUENCE"

Vacanze!
Aperitivi, sole, mare e spiagge. Io, da buon fanatico, quando riesco includo nel piano-ferie anche una visita a qualche città d’arte o architettura.
Quest’anno, girando la Francia, mi sono ritrovato a Lione.
Città splendida, cibo squisito (i “Bouchon” fantastici, provateli!), vita un pò “caruccia” ma tanti spunti interessanti. Alcuni quartieri come La Croix-Rousse o la Vieux-Lyon sono ideali per perdercisi, altri sono parco giochi per giovani architetti, su tutti La Confluence.

Tour iniziato da lontano. Col pranzo alle porte e su consiglio autoctono mi sono fatto attrarre lungo il Rodano. Qui di recente è stato sistemato tutto il lungo fiume, opera dello studio In-Situ Architectes Paysagistes. Qualità altissima degli spazi pubblici, un sacco di gente a fare jogging, una piacevole brezza fluviale e parecchi barconi-bistrot dove fare uno spuntino o bere una birra.

http://www.in-situ.fr/#/projets/tous/berges-du-rhone


La camminata è lunga (lunghissima) ma sempre (o quasi) all’ombra: scorre piacevole, diciamo.
Più a sud nel Rodano confluisce la Saona e la penisola in mezzo ai due fiumi prende per l’appunto il nome “Confluence”.
Sulla punta estrema è atterrata qualche anno fa un’astronave a firma Coop Himmelb(l)au, studio decostruttivista austriaco. E’impossibile non notarlo ed è difficile nascondere un certo fascino.


http://www.coop-himmelblau.at/architecture/projects/musee-des-confluences

Ammetto di essere entrato e di aver deciso consapevolmente di saltare tutta l’esposizione, reazione a questo tipo d’architettura dove il contenitore, protagonista troppo ingombrante, sovrasta il contenuto. In un posto così c’è da aspettarsi una specie di MOMA, non di meno!
Sotto tutto questo fumo, fatto di pareti storte, pilastri sghembi e forme eccentriche, si nasconde però un’architettura più familiare e conosciuta. Le gallerie espositive sono semplicemente ampi spazi flessibili - rettangolari! - illuminati dall’alto, l’atrio un ambiente a doppia altezza, le risalite delle “promenade architecturale”, le terrazze degli ottimi belvedere.

Risalendo la Saona ci si addentra nel quartiere, nella parte più residenziale e domestica, non prima però di aver fatto la conoscenza di questi due stravaganti cubi fluo firmati Jacob+MacFarlane.

http://www.jakobmacfarlane.com



Le abitazioni sono la parte più “nerd” della scampagnata. Un campionario di architetti e di loro edifici, si trova di tutto!
Io non ho potuto evitare di girovagare sotto “Le Monolithe”. Un isolato di circa 150 m di lunghezza costruito quanto più possibile, suddiviso tra 5 architetti europei (EE, ECDM, MG, PG e gli olandesi MVRDV) che, disegnando ciascuno una facciata diversa, hanno provato a riprodurre la tipica varietà della città tradizionale. Un edificio mastodontico incredibilmente denso ma non per questo noioso!

https://www.mvrdv.nl/projects/274-lyon-confluence



C’è spazio anche per l’italia, con le “îles de Lyon” di Fuksas che condividono il cortile con quelle di Clement Vergely.

http://www.fuksas.it/it/Progetti/Lyon-Islands-Residenze-Lyon
http://www.vergelyarchitectes.com


Gli spazi pubblici sono ancora una volta bellissimi: continui affacci sull’acqua, darsene, ponti, pontili, cortili e parchi; un enorme masterplan di Michel Desvigne, paesaggista al top nel mondo che ha curato ogni singolo particolare.

http://micheldesvignepaysagiste.com/en/lyon-confluence-quai-de-saône
http://micheldesvignepaysagiste.com/en/lyon-confluence-1-0
http://micheldesvignepaysagiste.com/en/lyon-confluence-2-place-centrale