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UN BOSCO DI COLONNE BIANCHE
Lo studio svizzero Herzog De Meuron è da sempre autore di edifici stupendi e da alcuni anni non sbaglia più un colpo, come la Fondazione Feltrinelli a Milano o la Elbphilharmonie ad Amburgo.
In occasione degli europei di calcio 2016 in Francia ha portato a termine il Matmut Atlantique a Bordeaux, quarto stadio costruito dopo quelli a Monaco di Baviera, Pechino e Basilea. Un catino da 42115 posti tutti a sedere dove a far da padrone è un'idea di architettura semplice e con pochissimi fronzoli, da buoni svizzeri-francesi.
Calcio e bella architettura, cosa c’è di meglio?

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Natura, linee orizzontali e linee verticali. Lo stadio è immerso in uno scenario radicalmente diverso rispetto a quanto siamo abituati in Italia, qui non mancano verde, comodità e servizi, pur essendo in un quartiere abbastanza periferico della città. La piazza alberata (firmata Michel Desvigne) anticipa ed introduce la selva perimetrale di colonne bianche che assieme alla geometrica precisione della copertura e agli anelli orizzontali concentrici delle tribune conferisce allo stadio un’eleganza raffinata ed un certo astrattismo.
Un fiume bianco. Salite le gradinate d’accesso si arriva alla galleria che circonda e distribuisce tutto lo stadio. Un fiume, uno spazio allungato, fluido, candido, pronto ad accogliere la vita nelle occasioni sportive. Vuoto, sembra di essere nel bosco di un tempio zen, tra pace, calma e luce soffusa; pieno, ci si ritrova in una bolgia di vociare, cori e bar in servizio frenetico. Sensazione incredibile!


Corde e acqua. Sorprende sapere che le snelle colonne metalliche in realtà non servono a supportare il peso dello stadio ma sono in pratica delle corde per ancorare a terra la copertura, a sbalzo sugli spalti, che altrimenti per il peso proprio fletterebbe verso il campo! Per di più non tutte le colonne sono strutturali: delle 900 complessive, 300 servono per smaltire l’acqua piovana dal tetto.

La politica sportiva sta incentivando sempre di più la costruzione di stadi di proprietà (benché in questo caso l’impianto sia affittato ai Girondins de Bordeaux da una società in parte pubblica, in parte privata), di minore capienza ma di maggiore qualità, confortevoli e inevitabilmente belli.
Qui la bellezza sta tutta nella semplicità e nella sua poetica inconsistenza.