INSTALUCA

BOSCO VERTICALE...
edilizia votata a migliorare Milano.

Sabato scorso ho avuto ospite una cara amica di Roma, le ho voluto far vedere una Milano diversa, moderna, inconsueta. Dopo il Cenacolo ho proseguito la visita nel nuovo quartiere di “Porta Nuova” dove Milano si propone al pubblico in una veste totalmente nuova, quasi da città del futuro! La sfida che ha ispirato la riqualificazione di quest’area, che ha restituito alla città un’area di oltre 290.000 metri quadrati fra verde e nuovi edifici, è stata unica nel suo genere. L’idea è stata quella di ricongiungere i quartieri storici, C.so Como, Isola e Varesine, attraverso la creazione di un unico piano pedonale di oltre 160.000 metri quadrati, dotato di 5 Km di piste ciclabili e di un parco pubblico di ben 90.000 metri quadrati. Fra i vari progetti, oggi vi racconto uno dei miei preferiti, “bosco verticale”. Si è scritto tanto di questa iniziativa, unica nel suo genere, ma io ho voluto scoprire di più. Non mi sono accontentato di leggere i vari articoli dedicati, ho deciso di carpire nuove informazioni direttamente dai protagonisti che hanno progettato queste due torri. Ho contattato lo studio di architettura “Stefano Boeri Architetti” ed ho chiesto un incontro. Mi ha risposto l’Arch. Gianandrea Barreca che, insieme all’Arch. Giovanni La Verra, mi hanno fissato un appuntamento. Arrivo allo studio, mi accoglie Gianandrea, una stretta di mano, due parole su quello che desidero sapere e ci raggiunge anche Giovanni. Cominciamo a scambiare qualche parola sul progetto “bosco verticale” e scopro l’entusiasmo che esce dalle loro parole. Si alternano battute e si definiscono concetti... soprattutto mi raccontano le difficoltà che hanno dovuto superare per creare queste torri, rispettivamente alte 110 e 76 metri. Si entra nel vivo del discorso, il verde! La caratteristica di questi edifici è senza dubbio gli spazi aperti. Ogni appartamento è caratterizzato da ampie terrazze con vere e proprie “vasche” di terra per contenere diverse specie di piante, alte fino a 9 metri, oltre arbusti e piante floreali. I numeri sono sbalorditivi, 900 alberi messi a dimora con una superficie boschiva pari a 10.000 metri quadrati. Ma “il bosco verticale” non è solo verde, è un sistema che ottimizza, recupera e produce energia.
Il verde aiuta a creare un microclima e a filtrare le polveri sottili create dall’ambiente urbano. Ma il bello deve ancora venire. Gianandrea e Giovanni mi raccontano come si è arrivati a concepire questo verde verticale. Due Botaniche, Emanuela Borio e Laura Gatti, hanno studiato quali essenze erano le più adatte per questo tipo di progetto, mai realizzato prima. Pensate cosa significa portare a dimora una pianta, magari alta oltre sei metri, a quota 100 metri. Non solo la difficoltà del “trasporto”, bensì capire e studiare come si comporterà la pianta stessa, anche in funzione degli agenti atmosferici. Per fare ciò, e per fare comprendere la grandiosità della sfida, tutto è partito dalla selezione. Barreca e La Verra mi spiegano che tutti gli alberi sono stati acquistati in vivai di tutta Italia, portate a Milano e piantate provvisoriamente in un luogo “di studio”, una specie di nursery dove allevare le piante, studiarle e capire il loro ciclo di vita. Una volta che ogni specie ha dato le informazioni necessarie, le piante sono state collocate nello spazio precedentemente “pensato” per loro. Infatti la messa a dimora non è stata casuale, bensì studiata a tavolino per andare incontro alle esigenze di ogni singola essenza. Sulle facciate a sud sono state inserite piante diverse rispetto alle facciate nord, est e ovest... proprio per assecondare le esigenze di luce di ogni singola specie. Ma non è finita qui. Per garantire al verde verticale la manutenzione necessaria è stato studiato un planning, suddiviso in sei interventi annui, che garantirà tutti i cicli di concimazione, potatura e antiparassitari necessari alle piante per vivere bene e a lungo. Squadre di giardinieri specializzati effettueranno gli interventi sia dall’interno delle terrazze, sia all’esterno, garantendo sempre un effetto curato delle due “torri verdi”. Un altro aspetto fondamentale è l’acqua. Le piante vivono se c’è luce e acqua... per garantire il giusto approvvigionamento idrico, un sofisticato sistema di irrigazione automatica, provvederà a fornire l’acqua necessaria ad ogni singola pianta. Un sistema di rilevamento dell’umidità, studiato per ogni singola specie, calcolerà la giusta dose d’acqua da somministrare! Una vera chicca tecnologica. Complimenti agli Architetti che hanno osato e che hanno saputo reinventare il concetto di verde, al servizio dell’architettura e della città. Un verde fruibile da tutti, bello da vedere e utile... uno dei nuovi simboli che ha fatto e farà parlare di Milano nel mondo.