S’illumina d’immenso, Torino. Dal 27 ottobre al 18 gennaio, anche quest’anno il capoluogo piemontese ha ospitato Luci d’artista. Per chi non lo conoscesse, Luci d’artista è un intervento di arte pubblica che ormai da vent’anni anima le vie della città. Per la sua ventesima edizione, l’evento si è svolto non solo nel centro, ma anche nella periferia cittadina. Strade e piazze della città hanno preso vita grazie ad installazioni luminose di artisti contemporanei, tra i quali spicca il nome di Daniel Buren, Mario Merz, Nicola de Maria, Rebecca Horn, Tobias Rehberger e altri ancora. In totale si possono ammirare 25 opere, alcune delle quali sono nuove altre invece fanne parte ormai della collezione permanente della manifestazione. Si tratta quindi di un vero e proprio museo di arte contemporanea a cielo aperto. Passeggiando per le strade, l’atmosfera che si respira è unica. Vi assicuro che è uno spettacolo da non perdere. La cosa che più mi ha coinvolto è il rapporto che si è creato tra le luminarie e le opere d’arte. Svolgendosi nel periodo natalizio, l’evento ha acquistato un fascino ulteriore. Tutta la città si illumina e diventa quasi difficile distinguere quali siano gli addobbi e i decori natalizi e quali invece le installazioni artistiche. L’unica cosa certa è che le luci sono il protagonista indiscusso di Torino. Quando il sole tramonta, la città sembra prendere vita. Ogni opera ha un suo significato e ho deciso di raccontarne solo alcune, quelle che più mi hanno colpito.

Camminando per Via Roma ho potuto ammirare ‘Planetario’, un’opera di Carmelo Giammello composta da una sequenza di costellazioni realizzate in tubi al neon; invece passando per Piazza Palazzo di città mi sono imbattuta nella meravigliosa opera ‘Tappeto Volante’ di Daniel Buren.

Questa è senza ombra di dubbio, la mia preferita. Una fitta trama di cavi di acciaio, ai quali sono appesi dei cubetti bianchi, rossi e blu, collega le due estremità della piazza, andando a disegnare una scacchiera colorata che richiama un tappeto, appunto un tappeto volante. La presenza di questa struttura genera l’idea di uno spazio dentro lo spazio della piazza. Un luogo all’interno di un altro.

L’opera ‘Volo su…’ di Francesco Casorati rende invece meno lunga la Via Garibaldi. Una serie di figure che richiamano la forma degli uccelli sostengono un filo rosso che mette in comunicazione Piazza Castello con Piazza Statuto, i due estremi della via. Camminando lungo la strada, viene voglia di continuare per cercare di capire dove questa serie di uccelli sta portando il filo. Piazza San Carlo invece è diventato un giardino luminoso.

Nicola de Maria ha trasformato i lampioni in grossi fiori colorati con la sua opera ‘Regno dei fiori: nido cosmico di tutte le anime’. Per finire, non posso non raccontare la bellezza della Mole Antonelliana. Sull’esterno della cupola, da circa vent’anni l’artista Mario Merz ha voluto inserire la sua opera ‘Il volo dei numeri’, una sequenza di numeri che vanno ad aumentare fino alla sommità dell’edificio, secondo la regola di Fibonacci.

Quest’opera si va perfettamente ad integrare con l’illuminazione natalizia. L’intero edificio, infatti, è stato ricoperto da fili luminosi che ne evidenziano la forma, trasformando la Mole Antonelliana in un chiaro punto di riferimento per l’intera città. Che dire per concludere. L’atmosfera che si vive nella città è davvero bella e indimenticabile, che vale la pena vedere e vivere. Luci d’artista, il cui soggetto sono le luci, è una grande mostra da non perdere.