Il giro culturale di questa settimana mi porta dritto al MUDEC, per visitare la tanto discussa mostra su Kandinskij. “Il cavaliere errante” mette in mostra 49 opere, alcune inedite in Italia, che raccontano il “periodo del genio” dell’artista russo che porterà negli anni successivi alla svolta verso l’astrazione completa. In mostra anche 85 icone e stampe popolari riguardanti l’arte decorativa.

Non sono un grande appassionato di Kandinskij, pur trovando molto espressiva la sua arte e visivamente di forte impatto. La mostra ha la bellezza di analizzare e far capire il periodo della formazione dell’artista. Riesce a scoprire le radici profondamente radicate nella tradizione russa per poi portarle verso l’astrazione. Ritengo comunque sia una mostra da visitare, per vedere il lato più segreto e forse autentico di questo artista.

Per quanto riguarda l’organizzazione della mostra, è indubbio che gli spazi siano alquanto ristretti. Quattro stanze racchiudono tutta l’esposizione, con inevitabile sovraffollamento nelle ore di punta.
Non riesco a capire perché uno spazio così moderno e ampio come il MUDEC, che a me piace parecchio, non riesca a dare ampio respiro alle mostre che ospita.
La stessa osservazione che avevo fatto in occasione della mostra di Gauguin di un anno fa: se si hanno a disposizione pochi quadri, si può comunque costruire un percorso espositivo più strutturato e meno affollato.

L’illuminazione è un altro tasto dolente. Capisco il voler tenere le luci basse per far risaltare i colori, ma è veramente difficile osservare i quadri se non da molto vicino. Alcuni sono anche coperti dal vetro di protezione e così la luce viene eccessivamente riflessa.
Un ultimo consiglio: cercate di evitare il weekend e gli orari più affollati. La mostra, come già detto, ha spazi limitati e potreste trovarvi ad affrontare la fila per vedere ogni singolo quadro, oltre che in biglietteria.Per approfondire:
http://www.mudec.it