Louvre des sables, L’isola della felicità
Louvre des sables, L’isola della felicità
Louvre des sables, L’isola della felicità
Louvre des sables, L’isola della felicità
Louvre des sables, L’isola della felicità
Louvre des sables, L’isola della felicità
Louvre des sables, L’isola della felicità
Louvre des sables, L’isola della felicità
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A proposito dell’archistar Jean Nouvel, che ho già citato nel precedente articolo, è stato recentemente inaugurato il Louvre di Abu Dhabi, sulla Saadyat Island, dall’arabo appunto l’isola della felicità, sul Golfo Persico.

Un’architettura di forte impatto, contraddistinta da una cupola argentea di 180 metri di diametro, composta da stelle di metallo che si intrecciano. La copertura sovrasta 55 edifici con 23 gallerie che danno vita a una città museo, con passeggiate anche in riva al mare.

Luce e acqua diventano importanti elementi architettonici: durante il giorno, una pioggia di raggi di sole “bagna” in modo puntuale lo spazio, creando giochi di luci e di ombre, chiaroscuri che animano l’atmosfera sotto la cupola; al contrario, al tramontare del sole, è proprio dall’architettura che si irradia un enorme fascio di luce. 

L’acqua, invece, non solo circonda l’isola, ma entra a far parte di essa in una serie di canali e con il suo potere riflettente “illumina” lo spazio di nuove sfumature. Tutto concorre a creare un ambiente calmo, tranquillo e rilassato, votato alla riflessione e alla contemplazione.

Questo Louvre del Medio Oriente ospita più di 600 opere, provenienti dal Louvre parigino e da altri musei francesi: dal paleolitico all’arte contemporanea, da Leonardo a Van Gogh, da Picasso a Andy Warhol, fino all’ultima opera del percorso museale firmata da Ai Weiwei. 

C’è anche un’area dedicata a opere site specific di molti artisti dell’arte contemporanea, tra cui Giuseppe Penone, un museo dedicato ai bambini e infine un ristorante.

Un’opera architettonica che può essere ampiamente lodata così come criticata per il suo valore estetico, per gli altissimi costi di realizzazione, per il ritardo accumulato in corso d’opera, ma che punta a un obiettivo preciso che credo sia importante ricordare sempre e anteporre: quello di offrire una possibilità unica, di essere contenitore di un valore inestimabile, portavoce della cultura in essa custodita, un luogo in cui poter ammirare il mondo e comunicare attraverso il linguaggio universale dell’arte oltre qualsiasi barriera e differenza.

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