L’attenzione all’ambiente dei prodotti, e quindi alla loro eco-compatibilità, è ormai un elemento fondamentale in quasi qualsiasi campo di progettazione industriale e artigianale. In quest’ottica, parlando di design, architettura e interni incontriamo LEAP Factory, azienda specializzata nell’edilizia a ‘impatto zero’ proponendo un’idea che, a mio parere, sovrasta per originalità e innovazione un gran numero di semplici progetti abitativi ‘green’ in circolazione.

I progetti realizzati da LEAP Factory – acronimo per Living Ecological Alpine Pod – sono case, rifugi, uffici o sale polifunzionali che nascono come soluzioni abitative tanto versatili quanto eco-compatibili. Ma in un mondo che viaggia compatto verso lidi rinnovabili e più verdi che mai, la novità non sta più nel cosa bensì nel come: “L’idea è quella di cambiare il meccanismo stesso del sistema edilizio – afferma Stefano Testa, architetto e fondatore di LEAP Factory – poiché la costruzione di una casa LEAP Factory prevede la totale assenza di un cantiere, abbandonando completamente il processo tradizionale in favore di un metodo basato invece sull’assemblaggio in loco. Il risultato? Nessun detrito da smaltire, nessun  e nessun impatto ambientale, grazie anche a un procedimento ‘a secco’ e all’utilizzo di prodotti naturali, non tossici eco-friendly come il cork (sughero compatto) e lana di pecora”. Ea ridursi non è solo l’impatto ambientale ma anche i tempi di lavoro, che scendono a un arco di tempo dalle 2 alle 4 settimane a seconda delle caratteristiche progettuali e delle dimensioni dell’abitazione che, anche se teoricamente ‘senza limiti’, variano a oggi dai 45 ai 700 mq.

Ricerca, ingegnerizzazione, produzione e installazione sono i quattro step di realizzazione che evidenzia LEAP Factory, con l’intenzione di portare (o riportare) in auge il concetto di abitare la natura “in punta di piedi”,  ripensare le modalità di relazione tra uomo, natura e intervento artificiale usando il paesaggio alpino come laboratorio di sperimentazione. E a testimonianza di come il Design sia sempre una questione di sinergia tra estetica e funzionalità a prescindere dal contesto, di esempi LEAP Factory a disposizione ne abbiamo già diversi, alcuni in condizioni ambientali sufficientemente estreme: il primo è la nuova sede della Scuola sci e snowboard Courmayeur ski & snowboard school, che consiste nel modulo LEAPs3 Denali a Plan Checrouit, quota 1709 metri.

E infine la Stazione alpina LEAPrus 3912, modelli s1 e s2, a quota 3912 metri sul Monte Elbrus  nella catena del Caucaso in Russia.

Insomma, se è vero che il design è influenzato dall’ambiente circostante, progetti come questi denotano più che mai quanto sia vero anche il contrario e che il coraggio di un’idea, se accompagnato da competenza e volontà di innovazione, ha davvero pochi limiti.