In occasione del venticinquesimo anno di attività, lo studio olandese MVRDV ha recentemente completato nella città indiana di Pune la nuovissima “Future Tower”, un immenso complesso immobiliare di 1068 appartamenti. Nato dalla crescente richiesta di residenze da parte di giovani professionisti attratti a Pune dal settore tecnologico in rapidissima espansione, Amanora Park Town è una nuova comunità di oltre 25000 abitanti, di cui Future Tower è la fase più recente in ordine cronologico. Costruire espansioni del genere, in zone marginali delle città, comporta sempre questioni molto delicate: come evitare l’effetto banlieue? Come dare qualità ad alveari di tali proporzioni?

Invece di generiche e ripetitive torri, MVRDV ha deciso di unire in un unico edificio tutti gli appartamenti, sotto una singola montagna fatta di vette e vallate. I declivi diventano balconi panoramici, mentre a terra si apre lo spazio a vasti luoghi di ricreazione, sport e incontro.

La flessibilità spaziale della pianta – differente sotto il profilo montuoso ad ogni livello, dal primo fino al trentesimo piano – favorisce un grande mix sociale: uno accanto all’altro si possono trovare
appartamenti che vanno da 45 a 450 metri quadri, adatti ad ospitare l’intera classe sociale media indiana fatta di giovani professionisti, anziani, famiglie più o meno numerose. La stessa eterogeneità di abitazioni è suggerita nel disegno delle facciate dal mix di balconi
normali, a doppia altezza, doppia larghezza e persino a “L”.

La necessità di contenere i costi di costruzione (in particolar modo degli ascensori, molto poco economici in India), fornendo al contempo case a basso prezzo, ha portato MVRDV a dotare l’edificio di lunghi corridoi distributivi, riducendo al minimo il numero di blocchi di risalita. Questo ostacolo è diventato l’occasione per orientare in maniera favorevole le ali dell’edificio verso le migliori viste sul paesaggio e consentire la migliore illuminazione degli appartamenti.

L’obbligo di adeguare i lunghissimi corridoi alle norme di prevenzione incendi ha spinto MVRDV ad aprire e bucare i corridoi, dando così vita a spazi comuni – gli “Scoop” – che garantiscono una corretta ventilazione e sono caratterizzati da una particolare funzione (yoga o mini-golf, per esempio) o destinati a tipologie di abitanti specifiche.

Anche i passaggi al piano terra sono diventati un’opportunità: coloratissimi passaggi triangolari di quattro piani collegano i vari cortili e identificano all’istante il proprio blocco di risalita verso casa.

L’ampia gamma di servizi ai residenti è stata possibile solo grazie alla scala del progetto: con così tanti appartamenti in un singolo progetto, dotazioni di lusso come una piscina da 50 metri aggiungono solo una piccola percentuale al costo complessivo.

L’attenta e approfondita ricerca sull’housing indiano di MVRDV si percepisce anche nella cura con cui le case sono state consegnate ai nuovi inquilini: le abitazioni sono state disegnate in accordo ai principi del Vastu Shastra, l’insieme di regole architettoniche tradizionali indiane (l’equivalente indiano del Feng Shui).

Benché “sensibilità per il contesto”, “diversità” e “comunità” possano non essere i primi termini che vengono in mente pensando ad un edificio per oltre cinquemila residenti, la Future Tower di MVRDV è il tentativo di costruire un’architettura in grado di re-immaginare come si possano combinare nel modo migliore le esigenze dell’housing indiano e le aspettative della cultura indiana, sia per il cittadino che per la città stessa.