Lo scorso 22 Febbraio, lo studio sloveno Dekleva Gregorič Arhitekti è stato proclamato vincitore del concorso internazionale per la realizzazione del nuovo Science Centre a Lubiana, alle porte della città storica. Per me, partecipante sconfitto a questa gara, perdere un concorso è sempre un duro colpo, tuttavia non posso evitare di riconoscere la qualità della proposta vincitrice e di conseguenza celebrarla meritatamente.

LA FORMA DELLA SCIENZA. Come spessissimo accade nei concorsi, la scelta vincente è sempre quella più chiara, più semplice da capire e comunicare. Dekleva Gregorič hanno saputo trovare nella forma rotonda dei padiglioni sia l’immagine più accattivante e suggestiva che la chiave per risolvere il complicatissimo programma funzionale richiesto dal committente. Un grande atomo dove un ristorante, un caffè, un planetario, una galleria espositiva, sale meeting, sale conferenza ed uffici gravitano come elettroni attorno allo spazio espositivo centrale, un nucleo da 2000 mq di superficie, sormontato da laboratori per la sperimentazione di nuove tecnologie. Lo spazio di connessione tra i vari padiglioni è una sorta di hall diffusa, uno spazio pubblico dinamico ed informale dove venire a contatto con la scienza senza per forza pagare un biglietto d’ingresso, magari a conclusione di una tranquilla passeggiata domenicale proseguendo dal parco adiacente fin dentro l’edificio.

L’ARCHITETTURA DELLA TECNOLOGIA. Il progetto di Dekleva Gregorič brilla anche per molte soluzioni tecniche ed architettoniche. L’anello di servizi che circonda il Central Space – con all’interno scale, montacarichi, ascensori, bagni e locali tecnici – non solo aiuta la distribuzione dell’edificio ma si offre anche per una passeggiata panoramica a 360° sulla città, man mano che si sale verso il tetto verde. Il tetto stesso è un balcone verde sul parco della Gradaščica da dove si può avere una vista privilegiata del castello di Lubiana o ammirare le stelle appena fuori dal planetario. Le facciate semplici, eteree e low-tech (forse anche eccessivamente low-tech) favoriscono la transizione del parco all’interno dell’edificio, fondono la natura e l’artificio e durante la notte fanno brillare come lanterne i padiglioni nel parco.

Alla proclamazione dei vincitori, mi ha sorpreso che anche Dekleva Gregorič siano arrivati a progettare forme circolari, più naturali che urbane, per il loro Science Centre, come prima di loro avevano fatto Herzog & De Meuron in Russia (http://designtellers.it/architecture/la-forma-della-scienza/).


Che sia dunque il cerchio la forma della Scienza?