Superata la frenesia della settimana del Salone del Mobile e recuperate le energie approfittando delle giornate di festa, è ricominciata la mia personalissima ricerca architettonica tra nuovi faraonici progetti in ogni parte della terra e piccoli interventi destinati a luoghi dimenticati dal mondo. La ‘scoperta’ che voglio condividere con voi è questa: 1week1project.

Il solo nome è già molto interessante! 1week1project è un collettivo, nato a Parigi nel 2013 da Axel de Stampa e Sylvain Macaux, due architetti (il primo di Parigi e il secondo di Santiago) particolarmente interessati alle problematiche sociali che affliggono la società contemporanea. Il metodo di lavoro è molto semplice. Individuare un’area con evidenti problematiche (come disuso, abbandono, occupazione incontrollata e molte altre) e cercare una soluzione progettuale-architettonico-sociale nell’arco di una settimana! Il carattere collaborativo e condiviso del collettivo prevede l’affiancamento di professionisti locali e persone del luogo, al fine di ‘comunicare’ al meglio con l’area individuata.

Dopo la proposta di riconversione residenziale degli stadi costruiti per i mondiali in Brasile, la prigione galleggiante per i condannati allo scandalo Panama Papers, le gif animate che danno vita a edifici iconici della storia dell’architettura (tutti visibili qui https://www.1week1project.org/wp-content/uploads/2018/03/1WEEK1PROJECT_portfolio_2018-mars.pdf), andiamo a scoprire uno degli ultimi progetti presentati sul web: ILLUMINE PARIS, realizzato in collaborazione con Sophie Picoty.

Il progetto prende di mira le zone periferiche di Parigi, in particolare le aree sottostanti la linea metropolitana sopraelevata, caratterizzate da uno stato di semi abbandono e occupazione abusiva incontrollata. La soluzione proposta prevede l’installazione di grandi lanterne interattive che fungono da illuminazione nelle ore notturne e da spazi pubblici e attrezzati durante il giorno. Realizzate in bambù intrecciato a spirale e morbide ‘facciate’ in polipropilene trasparente riciclato, queste grandi lanterne cilindriche si possono aprire semplicemente tirando una corda e accolgono aree gioco, spazi per il coworking, piccole abitazioni per senzatetto e molto altro, con l’obiettivo di diventare veri e propri punti di riferimento e centri di aggregazione per tutto il quartiere.

Sicuramente un progetto molto interessante ed ambizioso, che meriterebbe approfondimenti concreti ma che difficilmente verrà realizzato. Peccato, perché forse basterebbero piccoli interventi di questo genere per risollevare le sorti di quartieri decadenti e degradati.