In questi lunghi mesi di lockdown, di confinamento obbligato nelle proprie mura domestiche e di cancellazione di ogni tipo di spostamento, chissà quante volte avete sognato di scappare, prendere un volo per un luogo lontano e gustarvi un po’ di meritato relax. Ecco, in uno dei miei viaggi immaginari sono atterrato a Singapore, al Jewel Changi Airport.

Questo aeroporto è ben lontano dall’essere un solo e semplice aeroporto, tanto da finire tra le mete consigliate dai tanti travel blogger che suggeriscono fantastici tour per la città.

L’aerostazione viene costruita nel 1981 e a causa della crescente espansione della città viene più volte ampliata per fronteggiare ad un numero sempre più elevato di passeggeri, ma è con l’ultimo intervento iniziato nel 2014 che l’aeroporto si trasforma in qualcosa di innovativo e straordinario.
Il progetto di Moshe Safdie Architects prevede infatti la realizzazione di una grande cupola di vetro sviluppata su diversi piani, all’interno del quale trovano spazio, oltre alle funzioni tipiche dell’aeroporto, una grande quantità di spazi commerciali, di ristoranti e attività pubbliche, tutti immersi in un meraviglioso parco organizzato intorno al centro della cupola, dove si fa largo la protagonista indiscussa dell’intervento: una cascata alta più di 40 metri.

Come dichiarato dal progettista, “Questo progetto ridefinisce e reinventa gli aeroporti” e ancora “Il nostro obiettivo era quello di riunire la dualità di un vivace mercato e un grande parco urbano fianco a fianco in un’esperienza singolare e coinvolgente”.

All’interno del parco sono stati inseriti spazi ricreativi, parchi gioco e numerose attrazioni, per trasformare l’aeroporto in un luogo di svago destinato non solo ai viaggiatori di passaggio, ma aperto e fruibile dall’intera città.

Naturalmente l’edificio impiega impianti tecnologici d’avanguardia ed è dotato di un sistema di raccolta e depurazione delle acque piovane che contribuiranno all’alimentazione della cascata artificiale. La forte presenza del verde conferma il trend degli ultimi anni, con la natura che torna a svolgere un ruolo primario nelle grandi architetture.

Non ci resta quindi che attendere tempi migliori per fare le valigie e partire!