Un gioiello di architettura, eco sostenibilità e design è stato incastonato nello skyline meneghino e, tra poco, sarà pronto. Stiamo parlando del grattacielo Gioia 22 che sta crescendo in zona Porta Nuova a Milano, dove un tempo sorgeva la vecchia sede dell’INPS ed è già stato ribattezzato “Scheggia di vetro”.  Il motivo del nome è facilmente intuibile. Guardando l’immagine del grattacielo finito, infatti, sembra proprio che un’enorme scheggia di vetro (con la punta rivolta verso il basso) sia stata conficcata dall’alto.

“L’originale forma della torre – spiega l’architetto progettista Gregg Jones, Principal di Pelli Clarke Pelli Architects – rappresenta il risultato della confluenza di due tessuti urbani e al tempo stesso la risposta all’esigenza di ottimizzazione della luce e dell’energia solare. La combinazione di questi due fattori ha determinato la singolarità di una forma dinamica in grado di esprimere in modo autentico la sua particolare collocazione nello skyline milanese”.

I lavori per la realizzazione dell’edificio sono iniziati da circa due anni (entro quest’anno si attende la data di fine lavori). Dopo una prima fase di bonifica per la rimozione di oltre duecento tonnellate di amianto, si è passati alla demolizione del vecchio complesso, quindi all’inizio dei lavori nell’estate del 2018.

L’edificio, adibito ad uffici, sarà alto 120 metri, avrà 30 piani (di cui 4 interrati), potrà ospitare fino a 2.700 persone e sarà totalmente “green”. A dimostrarlo, tantissimi elementi a partire dagli oltre 6000 metri quadri di pannelli fotovoltaici (suddivisi in 225 mila moduli) che gli consentiranno di rispettare gli standard NZEB, acronimo di “Nearly Zero Energy Consumption Building”, secondo cui l’energia prodotta da edifici con un alto consumo energetico (come Gioia 22 appunto) dovrebbe essere coperta in modo significativo da energie rinnovabili prodotte o comunque in luoghi vicino alla struttura.

Infatti si stima un calo netto della produzione di CO2 rispetto a quanto prodotto dall’edificio precedente (la riduzione annua infatti sarà di 2.260 tonnellate, ovvero quanto assorbono circa 4.500 alberi) mentre l’energia prodotta dai pannelli potrebbe soddisfare addirittura il fabbisogno di 306 abitazioni.

Insieme al rispetto degli standard NZEB, “Scheggia di Vetro” avrà anche la certificazione LEED (Leadership in Energy and Environmental Design), un sistema statunitense che valuta l’efficienza energetica delle costruzioni. L’illuminazione a LED sarà controllata da dispositivi di luce diurna ed esterni e ci sarà un sistema alimentato da acqua di falda per garantire sia il riscaldamento sia il raffrescamento.

Completano la vocazione “green”, diverse colonnine per consentire la ricarica di auto elettriche, veicoli in car sharing con facilità di accesso all’edificio, una pista ciclabile, zone pedonali e aree verdi. Il tutto a pochi passi dal parco della ‘Biblioteca degli Alberi’.

Insomma: basta aspettare ancora un po’ e poi la “Scheggia di Vetro” sarà realtà. Siete pronti?