A tre anni dall’apertura, Fondazione Prada ha completato la sua sede con l’inaugurazione in occasione della Milano Design Week 2018 della Torre, ultimo pezzo dell’ormai celebre museo d’arte contemporanea firmato da Rem Koolhaas in largo Isarco.
OMA-Prada è un sodalizio che dura già da parecchi anni e ha prodotto diversi esempi di come architettura, moda e comunicazione possano sperimentare liberamente, contaminarsi e raggiungere ottimi risultati, dal negozio Prada a New York del 2001 alle molteplici catwalk per sfilate.
Già prima della Torre, Fondazione Prada era un brillante esempio internazionale di recupero e valorizzazione del patrimonio, un’icona per un quartiere lasciato ai margini della città ed un prototipo di sperimentazione museale, non più semplice contenitore di opere d’arte ma luogo interattivo tra visitatore, opera e spazio espositivo.
Con l’aggiunta della Torre, Fondazione Prada trova l’equilibrio definitivo e dona un nuovo landmark alla città.

Ancor più che nel Podio e nel Cinema – gli altri edifici progettati ex-novo – l’architettura della Torre è l’asciutta restituzione materica di un’idea concettuale sofisticata, senza fronzoli né decori, in puro stile OMA. Il volume è la sovrapposizione alternata di piani trapezoidali o rettangolari, formati dall’allineamento alla strada o ai cortili interni. La pianta è la suddivisione in due fasce parallele, una “distribuente” (con scale, scale d’emergenza, sbarco ascensore e locali di servizio), una “distribuita” dove trovano spazio le opere d’arte. Le sale diventano balconi sullo scalo ferroviario di Porta Romana, sorretti da travi parete ancorate al nocciolo delle scale il cui andamento è il disegno delle facciate stesse. Lo sporgersi a sbalzo sulla strada è controbilanciato dal tirante esterno che collega i 60 metri d’altezza della torre al suolo e viene attraversato dall’ascensore panoramico.

Ciascun piano guadagna 60 centimetri in altezza via via che si sale, passando dai 2.7 metri del primo piano agli 8 metri dell’ultimo. La torre si slancia verso il cielo e di conseguenza all’interno ogni sala è in grado di accogliere opere sempre più grandi, sempre più interattive. Gli interpiani crescenti generano un complicatissimo sviluppo delle scale in cui le due rampe si incrociano e sbarcano su lati opposti ai piani; in aggiunta, le vetrate sulla città – alternatamente di fronte e sui lati – creano una piacevole sensazione di smarrimento e sorpresa ad ogni piano.
Anche nella Torre lo spazio espositivo non si limita a fare da sfondo neutrale. La vista panoramica è essa stessa parte dell’allestimento, si mescola con l’opera esposta e a volte distrae dalla mostra!