Bosco Verticale, il grattacielo milanese che ha vinto innumerevoli premi a livello mondiale per l’innovazione green del suo progetto avrà presto dei fratelli, anzi, una vera e propria famiglia. Non in Italia purtroppo, mi sarebbe molto piaciuta questa cosa, ma in Cina e più precisamente nella città di Shijiazhuang.

Questa metropoli ha un triste primato, essere la città più inquinata del Paese e la questione ambientale comincia ad essere una priorità per la salute dell’uomo.

 Stefano Boeri, già fautore del progetto meneghino, nel 2015 ha presentato al COP21 – Paris France SustainableInnovation Forum un nuovo progetto di “riforestazione urbana” che comprende una prima opera (già in cantiere) che si chiamerà “Nanjing Green Towers”, un gruppo di torri con facciate e terrazze che accoglieranno una foresta verticale che contribuirà a rigenerare la biodiversità del luogo. Dopo questa prima fase partiranno i lavori, già approvati, per la realizzazione della “LiujiangForest City” che sorgerà su un’area di 175 ettari lungo il fiume Liujiang.

La nuova città da 30.000 abitanti sarà caratterizzata dalla presenza di ben 40.000 alberi e circa 1 milione di piante suddivise in 100 specie diverse che saranno in grado di assorbire ogni anno circa 10.000 tonnellate di CO2, 57 tonnellate di polveri sottili e di generare 900 tonnellate di ossigeno. L’urgenza di estendere le superfici boschive nell’intera città cinese, questo nuovo “quartiere/città” infatti è all’interno del perimetro cittadino, è diventata un’esigenza primaria.

Non solo l’input è quello di “allestire” giardini sui terrazzi e sulle facciate dei palazzi, ma anche di rendere verdi i cortili e i tetti così da creare dei corridoi ecologici per aumentare la biodiversità. Questa grande sfida urbanistica, sociale e ambientale non riguarda solo la Cina, ma è un progetto che si può e si deve estendere a tutte le grandi metropoli del mondo, questo sistema potrebbe garantire l’autosufficienza energetica, la drastica riduzione degli agenti inquinanti, ma soprattutto creare l’incremento necessario della biodiversità che alle nostre città manca.

Creare nuove aree verdi all’interno del perimetro urbano diventerà nei prossimi anni una soluzione molto praticata, i terreni sono sempre più utilizzati per l’agricoltura e le megalopoli scarseggiano di parchi destinati allo svago della popolazione dunque utilizzare gli edifici come area di rimboschimento garantirà nuove fonti di ossigeno e l’abbattimento degli agenti inquinanti. Una filosofia progettuale completamente nuova che cambierà il volto delle nostre città!