Dopo aver vinto i recenti mondiali di calcio in Russia – con nostro grande rammarico, per giunta – la Francia vive giorni di gloria. Ma la nazionale di calcio non è l’unica fonte di soddisfazione per i nostri atavici rivali: l’architettura residenziale francese domina la scena già da diversi anni, con una generazione ricca di talentuosi e visionari architetti. La ricerca nel mondo residenziale si sta spingendo sempre più in là e se qualche volta raggiunge risultati borderline (pur sempre interessanti, a dire il vero: Stephane Maupin e Edouard Francois) altre volte produce veri gioielli. Tra questi l’edificio di 170 appartamenti nel nuovissimo quartiere Clichy-Batignolles a Parigi di Vincent Parreira Atelier Architecture con Aires Mateus, ormai celebri archistar portoghesi.

L’edificio è elegantemente semplicissimo: due corpi paralleli, uno bianco e uno nero, di massimo diciassette piani retti da un esoscheletro di pilastri in cemento in cui accadono cose inaspettate. Dapprima i volumi si aprono nella metà lasciando passare l’aria negli edifici e regalando ai residenti bellissime cornici sulla città di Parigi dal proprio balcone (si possono ammirare Montmartre, la Tour Eiffel e il nuovissimo tribunale firmato da Renzo Piano). Poi, disseminate qua e là, si incontrano piccole casette dall’aria domestica con giardini e tetti a falda, un archetipo caro ai fratelli Aires Mateus, quasi una firma stilistica. Queste casette – stanze jolly per chi vi abita – unite ai numerosi giardini pensili, terrazze e spazi all’aperto contribuiscono ad alleggerire e rendere più familiare l’altrimenti imponente massa del fabbricato.

Difficilmente si incontrano edifici di colore scuro che colpiscono l’attenzione. Qui però la scelta dei colori – puri e contrapposti – aiuta a risaltare le mille personalizzazioni date dagli abitanti. I vasi coi fiori, i tavoli e le sedie sgargianti che tutti noi abbiamo sui balconi, le biciclette appoggiate alle ringhiere popolano l’edificio e ti fanno sentire come a casa.