“L’arte, l’architettura, la natura posseggono la stessa essenza spirituale e il mio sogno è trovare l’armonia tra tutti questi elementi”

Ieoh Ming Pei è stato uno degli architetti più famosi al mondo.

Uno di quegli architetti da inserire nei libri di storia dell’architettura sotto la voce grandi maestri. Non solo perché ha interpretato il modernismo una chiave assolutamente personale e innovativa ma perché la sua filosofia di progetto si fondava sulla resistenza alla prova del tempo.

Lo studio IM Pei infatti ha affrontato negli anni numerosissime critiche ai suoi progetti, a partire dalla Grande Piramide di fronte al Louvre che all’epoca non fu minimamente compresa e fortemente osteggiata, dal punto di vista culturale, politico ed economico.

Ma un premio Pritzker ricevuto nel 1983, le realizzazioni di progetti come l’ampliamento della National Gallery di Washington nel 1978, la John Kennedy Library di Boston nel 1979, la Torre della Banca di Cina a Hong Kong del 1990, il Museo d’arte islamica di Doha, in Qatar nel 2008 e soprattutto la coerenza formale e stilistica del suo lavoro, ci assicurano che Pei ci ha lasciato meravigliosi esempi di architetture chiare, pulite, quasi poetiche.

E se tutti questi esempi di architetture vi sembrano esotici e troppo lontani per essere familiari, chiedetevi chi è l’architetto del Palazzo della Regione qui a Milano.